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DIPENDENZA DA NICOTINA: PERCHé FUMARE TI RENDE SCHIAVO

Gli effetti della nicotina sul cervello.

Oltre un miliardo di persone, nel mondo, fuma.1

Quasi la metà di loro – circa il 40% – desidererebbe smettere, ma solo il 3% effettivamente ci riesce.2

E nonostante gli effetti dannosi e letali del fumo siano ormai noti e conclamati – il fumo è infatti la seconda causa di morte al mondo, e uccide circa 6 milioni di persone l’anno – smettere di fumare risulta, spesso, estremamente difficile. Senza considerare che in alcuni casi, anche quando il soggetto riesce a smettere di fumare, il desiderio di ricominciare può riaccendersi anche dopo tanti anni.1

Il motivo? La forte dipendenza che la nicotina, sostanza principale contenuta nella sigaretta, genera sull’uomo.

Una dipendenza di natura fisica che si manifesta quando il corpo non è esposto al fumo e alla nicotina e che si concretizza in una vera e propria sindrome d’astinenza: una condizione caratterizzata da ansietà, instabilità, irrequietezza, insonnia, incapacità di concentrazione e urgenza di riprendere a fumare.2

Alla dipendenza fisica, fondamentale nell’incentivare e nell’alimentare costantemente il circolo vizioso del fumo, si aggiungono poi altre due tipologie di dipendenza, come quella sociale – data dalle pressioni del gruppo d’appartenenza e legata al momento di convivialità del fumo – e quella di natura psicologica – che connette la sigaretta a momenti specifici della vita di ogni fumatore e la rende una compagna fissa.

Un meccanismo di dipendenze tutt’altro che superficiale che, al contrario, affonda le sue radici all’interno del sistema neuronale dell’uomo.

Scopriamo, allora, cosa si nasconde dietro alla dipendenza da nicotina.

Come la nicotina agisce sui recettori neuronali

La nicotina esercita la sua azione sul fumatore agendo attraverso i recettori nicotinici: speciali neurotrasmettitori presenti all’interno di alcune aree cerebrali, come la corteccia frontale, che si aprono e reagiscono dopo pochi secondi dall’inalazione di nicotina.2
Proprio la loro reazione a contatto con la sostanza d’abuso, infatti, è alla base dell’effetto della nicotina sull’uomo.

In un corpo privo di nicotina, alla prima inalazione di fumo i recettori nicotinici vengono immediatamente attivati ed eccitati, provocando piacere e concentrazione.
Proseguendo con l’inalazione di fumo – nel corso della stessa sigaretta – la successiva nicotina via via assorbita contribuisce, invece, a rilassare i recettori nicotinici, oltre che ad aumentarne il numero e la diffusione.2
Non è un caso, infatti, che secondo la maggior parte dei fumatori la prima sigaretta sia quella più eccitante e piacevole e che, dalla seconda in poi – soprattutto se consumate ad intervalli regolari e brevi – la sensazione di piacere vada via via a scemare, e ci si trovi in uno stato di rilassamento e calma.2

Se, invece, l’astinenza da sigaretta è prolungata – come al risveglio, o dopo qualche ora dall’ultima somministrazione – i recettori nicotinici escono dal torpore e si accendono. È a questo punto che subentra nervosismo e agitazione e scatta il bisogno di assumere di nuovo la sostanza, per placare i recettori e ritrovare il controllo.2

Nicotina e dopamina: un circolo vizioso

Le sostanze di abuso, tra cui appunto la nicotina, agiscono, poi, sul cervello liberando dopamina: un neurotrasmettitore che regola l’umore, intervenendo direttamente sul piacere e sulla motivazione positiva.2
La sostanza, assunta per auto-somministrazione, è in grado rilasciare velocemente dopamina e di aumentarne il livello, infondendo in tutto il corpo una percezione di piacere, rilassamento e gratificazione: tre sensazioni forti che il fumatore continuerà a cercare dopo poche ore dal termine dell’effetto della nicotina, mosso dalla richiesta del sistema neuronale di rilasciare altra dopamina.2
Un meccanismo fisiologico, ripetuto e vizioso, che unito all’azione della nicotina sui recettori neuronali, causa, dunque, la dipendenza e rende il fumatore schiavo della sigaretta.

 

Bibliografia
1 Media Centre, Tobacco, World Health Organization, Giugno 2016.
2 Meccanismi biologici della dipendenza da nicotina, Tabaccologia 1S/2006, Speciale World No Tobacco Day Editoriale.

PP-CHM-ITA-0065