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I danni provocati dal fumo passivo
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FUMO PASSIVO: UNA MINACCIA REALE PER CHI TI STA INTORNO

I danni del fumo di seconda mano non vanno sottovalutati.

Oltre 600.000 morti l'anno, di cui 165.000 bambini: sono queste le vittime, secondo un autorevole studio, del fumo passivo1.

Un fenomeno che oltre a causare, nei casi più estremi, il decesso dei soggetti esposti in maniera indiretta al fumo di sigaretta, provoca in loro numerosi disturbi e patologie. Tumori al polmone (anche nei non smokers), malattie cardiovascolari e disturbi respiratori come l’asma, sono alcune delle patologie riscontrate negli individui costretti a respirare gli elementi inquinanti del fumo passivo in ambienti chiusi1. Nei più piccoli, in aggiunta, aumenta il rischio di SIDS, la famosa morte in culla1.

Il fumo, insomma, non solo nuoce ai fumatori, ma è un grave rischio anche per chi li circonda: sottoposti al “mainstream smoke”, ovvero il fumo espirato dal fumatore dopo l’inalazione, o al “sidestream smoke”, il fumo che fuoriesce normalmente dalla sigaretta stessa, i non fumatori subiscono le conseguenze nocive dell’inquinamento dell’aria ad opera della “bionda”1.

Gli effetti del fumo passivo sui non fumatori adulti

Respirare il fumo di sigaretta, sia frutto della combustione che soffiato dal tabagista, può provocare nei non fumatori gravi patologie.1

Malattie prevalentemente a carico del sistema respiratorio: tra i disturbi riscontrati più spesso tra i non tabagisti a contatto con fumatori, infatti, emerge il tumore al polmone. Il nesso tra tumore al polmone ed esposizione al fumo passivo è documento da numerosi studi in campo scientifico2.
È certificato, infatti, come condividere lo spazio domestico con un fumatore – e quindi respirare costantemente l’inquinamento indoor – aumenti il rischio di cancro al polmone del 20% per le donne e del 30% per gli uomini. Quando lo spazio condiviso con un fumatore è quello lavorativo, la percentuale passa rispettivamente al 16% e al 19%. Segno che più tempo si trascorre esposti alle sostanze chimiche nocive del fumo, maggiore è la probabilità di ammalarsi2.
Esporre un non fumatore al fumo passivo, poi, provoca anche un aumento dell’incidenza dell’asma bronchiale (si parla di una crescita fino al 60%, rispetto alla media) e di altri disturbi come tosse, incremento di muco e difficoltà respiratorie2.

Il fumo passivo accresce anche del 25% il rischio di sviluppare malattie cardiache2: infarto, ictus, disturbi coronarici, sono alcune delle patologie che diventano più probabili per un soggetto esposto alle sostanze nocive della sigaretta2. Un rischio che, al contrario di quello a carico del sistema respiratorio, non aumenta con l’aumentare dell’esposizione alle sostanze tossiche e cancerogene: anche respirare per solo mezz’ora il fumo passivo ha un grande impatto sul cuore, provocando subito un addensamento del sangue e una riduzione del suo deflusso2.

Il fumo passivo: una minaccia anche per i più piccoli

Nel mondo si stima che circa la metà dei bambini siano esposti al fumo passivo. Un dato che non è distorto dalle condizioni disagiate dei Paesi meno sviluppati, ma che riflette una situazione drammatica anche nelle nazioni che dovrebbero avere una cultura civica e del benessere evoluta: come l’Italia, dove circa il 52% dei bambini respira in casa il fumo passivo e subisce così gli effetti nocivi dell’inquinamento indoor2.

Come si traduce questo atteggiamento in termini di salute dei più piccoli? In gravidanza e nei primi anni di vita, dove il rapporto di prossimità con i genitori è massimo, avere un genitore fumatore, per un bambino significa avere altissime probabilità di sviluppare patologie gravi, in alcuni casi letali2.

Oltre ad asma cronica, otite e malattie respiratorie – che nei bambini con mamme fumatrici sono più frequenti del 70% rispetto alla media – i neonati figli di donne che hanno continuato a fumare durante la gravidanza hanno un rischio maggiore di morire in culla: è confermato come la principale causa della SIDS – Sudden Infant Death Sindrome – sia il fumo materno2.

Non fumare in presenza di altri, è un gesto di civiltà e di rispetto della salute del prossimo.

Smettere di fumare, in generale, rappresenta un gesto d’amore per te e per il tuo benessere.

Pensaci, e chiedi il consiglio del tuo medico: saprà indicarti il metodo giusto, anche con supporto farmacologico, per dire definitivamente addio alla sigaretta.

Bibliografia
1 Fumo: le domande più frequenti- Quali sono gli effetti del fumo passivo?, AIRC, 2015.
2 Piano di Applicazione del Divieto di Fumo nei Locali Chiusi. Rassegna degli Effetti del Fumo Passivo sulla Salute, Ministero della Salute, 1997.

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